6 giugno 2011

Come una cosa viva


Sono 10 giorni che in un modo o nell'altro mi ritrovo ad ascoltare La Locomotiva (più spesso la cover dei MCR con The Gang) tutte le mattine che salgo sulla metro. Ho come l'impressione che il mio subconscio stia cercando di dirmi qualcosa.

3 aprile 2011

ore legali

dormivegliare sotto al piumone mentre la pioggia bussa alla finestra, leggera e insistente, e nell'aria senti il profumo di dolci sfornati. sono un bradipo felice. e mi sa che c'è pure un onomastico da qualche parte; poi lo cerco.

26 marzo 2011

rollin'

Scivoli nella vita come la ruota di una metropolitana: ti sembra di controllare il viaggio ma in realtà puoi solo scegliere la velocità con cui arrivare alle tappe che hanno già disegnato per te fra un capolinea e l'altro.
È con la frenata brusca che ti risvegli, col suo odore acre di gomma bruciata che si espande nell'aria come della gramigna nata da un fagiolo magico, senza giganti che la possano abbattere o condizionatori che lo possano convincere a trovare la strada per il cielo.
Il vagone inerte ricorda una balena bianca spiaggiata dopo aver perduto il suo Achab, e la folla intorno sembra fatta di giapponesi che dagli arpioni sono passati alle macchinette digitali, ma senza un monumento nei paraggi.
Tutto fermo.
Se non puoi scegliere la meta, almeno puoi decidere di non muoverti.

24 marzo 2011

πνεύμα

Oggi mi sento cosi inspirato che se mi guardo di profilo sembro un vettore fra realtà ontologiche.

23 marzo 2011

Du' spicci se te spicci

Corre verso la fermata della 9 ché pare abbiano messo dei divani veri sulle banchina, forse per fare del product placement live; pensa ad una strana mossa di marketing per una città che ha innalzato i posti a sedere nelle attese della metro a luoghi di scomodità controllata, con perimetri fantasiosi a cui è affidato il compito di far sedere ma mai sdraiare. Piccoli purgatori dentro gli inferni delle routine fatti contro chi si è squagliato dentro paradisi artificiali. Ma la fauna degli sconfitti, arresi o vinti che siano, non si esaurisce lí. C'è chi il nirvana lo cerca con forza decidendo di non girare la ruota del samsara e lascia l'acquisto delle vocali a chi le accoppia con le note. Ma allora cambia la geografia: le banchine no, sono zone di silenzio. La musica è per i corridoi ed i vagoni. E cosí lui correva tra questi due assi, si muoveva fra delle musiche ordinate e delle vite ascisse per cercare la morbidezza in un universo freddamente cartesiano. Perché alla fine come tutti voleva giusto un po' di tempo col culo al caldo. Poi avrebbe ricominciato la questua quotidiana del cibo.
Una moneta, almeno una,
Una moneta contro la sfortuna,
Una moneta per cortesia,
Una moneta e dopo vado via.